A volte ci ritiriamo dalla realtà e ci rinchiudiamo in noi stessi, quando
incontriamo il male del mondo e rifiutiamo le sue logiche, che ci appaiono
ingiuste e nemiche, incomprensibili e spesso malvagie, sorde ai nostri bisogni
più profondi e ai desideri più vitali.
A volte questa nostra reazione può arrivare fino
alla cupa disperazione, oppure si traduce nella rottura degli schemi usuali di
comprensione e di comportamento nella realtà, fino ad apparire folle, delirante
e distruttiva.
Questo tipo di reazione è purtroppo spesso
negativa per noi e per gli altri. Nasce dal desiderio di sfuggire al dolore e
di affermare la nostra libertà, ma ci condanna a volte all’emarginazione,
all’impotenza, alla solitudine.
Ma, nello stesso tempo, rappresenta una protesta,
un rifiuto di essere complici di un mondo che ci appare più folle di noi,
fondato come è sull’interesse, sull’avidità, sulla prevaricazione del più forte
sul più debole, sull’isolamento, sulla mancanza di amore e di solidarietà,
sulla ricerca spasmodica dei beni e del consumo.
Questa nostra reazione rappresenta perciò anche una
possibilità “visionaria” di rompere gli schemi mentali, emotivi e
comportamentali che imprigionano sia noi che gli altri, per aprirci a nuove
possibilità creative, a una vita nuova, alla gioia di vivere.
È una strada difficile e rischiosa che, per realizzarsi,
richiede alcuni passaggi indispensabili.
Richiede che la naturale inclinazione a ricercare
il piacere, a darci “alla pazza gioia”, ci porti a misurarci di nuovo con la
realtà del mondo, con le cattiverie e gli egoismi, ma anche con la capacità di empatia
e di amore che caratterizzano nel bene e nel male la condizione umana.
E richiede che attraversiamo di nuovo il dolore,
senza più fuggirlo o rimuoverlo, ma accettandolo e, attraverso l’amore,
rendendolo fecondo per noi e per gli altri e per la nostra relazione con il
mondo.
Ma questo processo richiede anche di donarci uno
spazio ed un tempo, dentro e fuori di noi, dedicati alla saggezza e alla
“cura”, a un allenamento e a un esercizio continuo alla gentilezza, alla
amorevolezza, alla creatività, alla libertà, alla bellezza, all’arte
esistenziale.
In questo modo possiamo uscire dall’isolamento e
dalla chiusura e trasformare la nostra “pazza gioia” in una ri-nascita, in una
gioia non effimera, in una nuova vita.
Ci
interrogheremo su questi temi con l’aiuto del film:
La pazza gioia, di Paolo Virzì
Beatrice e Donatella,
due donne molto diverse, la prima mitomane che si atteggia a gran signora, la
seconda introversa, diffidente e psicologicamente fragile, si incontrano nella
comunità di Villa Biondi, dove sono rinchiuse per sentenza del tribunale
insieme ad altre donne con disturbi mentali.
La loro diversità
paradossalmente le fa entrare in contatto e le aiuta a migliorare il loro
comportamento, tanto da essere scelte per un programma rieducativo in un vivaio
all’esterno della comunità.
Per un disguido
dell’organizzazione hanno la possibilità di eludere la sorveglianza e di andare
in città, riscoprendo il piacere della libertà e dandosi alla “pazza gioia”.
Nel mondo reale si
imbattono nei vari aspetti della vita, nel bene e nel male, e rincontrano
inevitabilmente situazioni e personaggi chiave delle loro esistenze: madri
distruttive e anaffettive, padri egoisti ed assenti, compagni violenti e
inconsistenti.
Ma il loro
ripercorrere le tappe dolorose della propria storia è anche un viaggio
iniziatico, una discesa agli inferi in cui ognuna fa da guida all’altra, in
un’alleanza che cresce di momento in momento.
Questi incontri sono
riedizioni dei nodi esistenziali più conflittuali, dolorosi e irrisolti che è
necessario riattraversare in modo da trasformarli e rimettere in gioco le
energie sane e costruttive. Solo così è possibile per Beatrice e Donatella,
come per ciascuno di noi, incontrare e riconoscere nel mondo gli aspetti più
positivi e stringere nuove alleanze, che ci consentono di trasformare la nostra
vecchia storia e di scriverne una nuova.
Così il tassista,
incontrato casualmente da Beatrice, può diventare una sorta di angelo custode
che la difende dal violento e squallido amante. Mentre i genitori adottivi del
figlio di Donatella, che le era stato sottratto per la sua storia dolorosa e
drammatica, possono da “predatori” diventare genitori donativi.
Durante questo
“viaggio” si sviluppano un’amicizia, un’alleanza e un amore sempre più profondi
fra le due donne, per cui ognuna può raccontare il proprio dolore ed accogliere
quello dell’altra, sentirsi importante e riscoprire il proprio valore.
Grazie a questo
scambio reciproco ognuna può finalmente decidere di prendersi cura di sé e di
tornare nel luogo dove questo può avvenire nei modi e nei tempi giusti, grazie
anche alla presenza di una coppia terapeutica/genitoriale, di un gruppo di
operatori e di un ambiente che credono in loro e nella loro capacità di
rinascere.
Ore
17,30 – pausa
Ore18
– dibattito antropologico
Ore
20,30 – cena
Ore 22-23: “Scene da un
manicomio”. Divertiamoci
con la nostra pazzia.
Domenica 2
Ore 9,30 – Inizio dei
lavori
Tema del giorno
Dal principio del piacere al principio della gioia
Prima tappa:
Via dalla pazza folla.
Quando il
mondo non ci piace
Seconda tappa:
La pazza gioia.
Quando il
piacere rompe gli argini
Terza tappa:
La casa dei simboli.
Un luogo ed
un tempo per la capacità artistica e trasformativa
ore 13,30 – pranzo
ore 15,30 – comunicazione
corale dei vissuti del week end
ore 17,30 - conclusione
Conduttori
Massimo Calanca
psicologo,
psicoterapeuta, antropologo esistenziale, art-counselor, esperto di cinema
Luciana Margani
psicologa,
sophianalista, antropologa esistenziale, insegnante di yoga
Giuliana Montesanto
psicologa,
psicoterapeuta, antropologa esistenziale, art-counselor, esperta di cinema.
I week end di Arte Esistenziale
si propongono come un campo di energia corale
trasformativa, per favorire lo sviluppo della Persona, attraverso il metodo
creativo-artistico applicato alla vita e secondo i principi ed i valori
dell’Antropologia Personalistica Esistenziale.
I week end sono residenziali per consentire la partecipazione di tutti
alla creazione di un sogno comune di due giorni insieme, in cui sono preziose
le energie ed i vissuti di tutti nei vari momenti del percorso, compresi quelli
serali ed eventualmente quelli onirici della notte.
Saranno riconosciuti 12 crediti formativi per i Counselor
diplomati e in formazione
Il
costo per la partecipazione è di 80 Euro.
Il
costo del pernottamento è di 40 Euro
in camera doppia e di 60 in camera
singola.
Il
costo di ogni singolo pasto (cena del sabato e pranzo di domenica) è di 25,00 Euro.
All’atto della
prenotazione al week end potrete effettuare anche la prenotazione dei pasti e
del pernottamento.
Vi chiediamo di
prenotare al più presto possibile per assicurare a tutti adeguata sistemazione.
Chi farà partecipare al week end altre
persone, avrà uno sconto di 10 Euro per ogni partecipante.
E’
richiesto un anticipo di 20 Euro all’atto della prenotazione.
Per informazioni e iscrizioni:
Massimo Calanca
335.6137864
mcalanca@libero.it
Luciana Margani
06.33261224 – 33332267449
lucianamargani@libero.it
Giuliana Montesanto
335.8222962
Borgo di
Tragliata
Via del Casale di Tragliata 23 – 00050 Fiumicino (RM)
Tel. 06.6687267 – www.tragliata.it
